Carolee Schneemann Il piacere femminile come forma di emancipazione politica e personale

Il Leone d’oro alla carriera della 57esima Esposizione internazionale d’arte è stato conferito a Carolee Schneemann.

Cinquant’anni di installazioni, performance, quadri, film di rottura per promuovere l’importanza del piacere sensuale femminile ed esaminare le possibilità di emancipazione del secondo sesso dalle convenzioni sociali e dalle identificazioni con esse.

La decisione è stata presa dal CDA della Biennale di Venezia, su proposta della curatrice della manifestazione, Christine Macel. L’artista statunitense, 76 anni, vive e lavora nella Hudson Valley, nello Stato di New York. “È una delle figure più importanti nell’ambito dello sviluppo della performance e della body art”, ha spiegato Paolo Baratta, presidente della Biennale. “È una pioniera della performance femminista dei primi anni Sessanta e ha utilizzato il proprio corpo come materia principale della propria arte. Così facendo l’artista concepisce la donna sia come creatrice sia come parte attiva della creazione stessa. In opposizione alla tradizionale rappresentazione delle donne come semplici oggetti nudi. Il suo stile è diretto, sessuale, liberatorio e autobiografico”.

L’opera di Carolee Schneemann inizia nei primi anni Sessanta nel mondo del cinema sperimentale, della musica, della poesia, della danza e degli happenings, caratterizzandosi per i suoi esperimenti nelle tecnologie cinetiche nonché per il piacere di affrontare i tabù della società e di rappresentare il corpo dell’artista in una relazione dinamica con il corpo sociale. Performance e opere di forte impatto come il suo film erotico femminista “Fuses” (1968), o “Interior scroll” (del 1975), una performance in cui la Schneemann, nuda, estrae una pergamena dalla sua vagina. Un’opera emblematica della body art femminile, che lancia  una sfida alle convenzioni sociali seguita da una significativa installazione “Vulva’s morphia” (1992-97), che raccoglie diversi testi, foto, disegni di rappresentazioni scultoree preistoriche di vulve.

Fin dalla prima edizione nel 1895, la Biennale ha attribuito premi agli artisti partecipanti alle Esposizioni internazionali. Nel 1938 vennero istituiti i Gran premi, che durarono fino al 1968, quando furono aboliti sotto l’urto della contestazione. I Premi sono stati poi ripristinati nel 1986. Il Leone d’oro alla carriera è stato regolarmente assegnato solo dall’edizione del 2003 quando lo vinsero Michelangelo Pistoletto e Carol Rama. Nel 2005 fu la volta di Barbara Kruger, nel 2007 venne dato a Malick Sidibé. Nel 2009 a Yoko Ono e John Baldessari , nel 2011 a Sturtevant e Franz West, nel 2013 a Maria Lassnig e Marisa Merz e nel 2015 a El Anatsui.

Anna Maria Ronchin

 

How X-Rated Feminist Art Came Into Power (NSFW)The Dreamer Within The DreamCarolee Schneemann, 13 March 1992

 

 

Author: mediamater

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