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Il GIOCATORE GIOCATO

Durante le ultime edizioni del carnevale di Venezia, ai personaggi storici di Carlo Goldoni e Giacomo Casanova è concesso di comparire nei luoghi che erano loro familiari, grazie all’work in progress -I fantasmi di Giacomo Casanova e Carlo Goldoni a Venezia-, fantasia rimata d’antecarneval in lingua veneziana di Antonella Barina, poeta, drammaturga e giornalista.

Nel Carnevale del 2017 Giacomo Casanova comparve nella bottega dove lui prendeva il caffè, con le letture della Lamentazione e dell’Orazione di Antonella Barina, poi in altre prestigiose location quali il Generator Venice Hostel, questa volta recitate dall’impeccabile attrice in lingua veneta Maria Pia Colonnello, che, da sempre, dà voce ai classici del teatro veneziano.

L’idea iniziale di Antonella Barina di mettere in una finzione scenica i personaggi storici di Goldoni e Casanova, quest’anno si è sviluppata nei caratteri dei due celebri veneziani che interagiscono nello splendido divertissement: -Il Giocatore giocato-. Per il debutto di domenica 4 febbraio 2018, ha scelto il Casino Venier, sede istituzionale dell’Alliance française de Venise.

Il contesto per il recitativo è perfetto. Il Casino Venier è uno dei più caratteristici Ridotti veneziani, il giusto tributo al più grande drammaturgo italiano del Settecento, famoso in tutto il mondo per le sue commedie in lingua veneta; sembrava nella sala a seguire le battute degli attori Maria Pia Colonnello e Massimo D’Onofrio, a cogliere i dettagli, le sfumature del suo vissuto, sospeso nelle arie settecentesche del violoncellista Lorenzo Parravicini.

L’azione si svolge nell’arco di una normalissima giornata della Venezia tardo-repubblicana; corre l’anno 1753, Carlo Goldoni è reduce dal suo soggiorno a Pisa e Giacomo Casanova è appena rientrato a Venezia dal suo viaggio in Europa, s’incontrano nel Ridotto. Casanova gioca, corteggia le pute, fa lo spaccone e il millantatore, a lui si oppone il comportamento integro di Goldoni; i suoi robusti sentimenti gli impediscono di divertirsi e di vincere al gioco. Casanova, il giocatore, invece, non si dà pensiero, gode dei piaceri mondani nel Ridotto Venier, se la spassa con molteplici amanti, tenta di aprire un banco per il gioco del faraone e con raggiri di scienze cabalistiche ed occulte estorce denaro ai nobili presenti. Infatti, la sua condotta dissoluta, l’affiliazione alla Massoneria e il suo ostentato libertinismo, lo porteranno, due anni dopo, ad essere imprigionato nei Piombi.

E’ l’anno della “riforma” della commedia dell’arte, in quasi tutte, tranne nell’ultima, emergono le contrastanti novità del teatro goldoniano, inasprite dalle rivalità con l’abate Chiari che lavora per il teatro concorrente  di San Samuele. Nel divertissement di Antonella Barina la polemica è nell’aria, ma Casanova non si fa irretire, la evita, troppo intento a dare la caccia alle donne e a spillar denaro con il gioco del faraone per impegnarsi nel dibattito tra i difensori dei caratteri della commedia tradizionale e gli innovatori come Goldoni; il giocatore è troppo distratto dai piaceri mondani anche per affinare il suo idioma ed elevarlo all’eleganza del toscano o del francese.

Al carattere istrionico e cabalon del libertino, l’autrice contrappone quello moderato e sagace, temprato dall’innegabile talento di Carlo Goldoni. Il drammaturgo è ritratto nel Ridotto intento a diffondere le sue opere a stampa e proprio perché sono pubblicate a Firenze, allora era all’estero, viene indagato dagli Inquisitori e sospettato, come altri illuministi, di essere nemico della Repubblica.

Irrompono nella scena i Mezzani del Gioco, che si rivolgono al Signore della Notte, ossia il Magistrato veneziano e, questi costringe Casanova a spiare Goldoni; infatti, era uno dei metodi preferiti dagli Inquisitori reclutare le spie, tra chi aveva pendenti penali con la giustizia.

Nel Ridotto Casanova ruba il primo libro stampato al drammaturgo, ma non sa quale sarà l’esito del suo inganno, perché interverranno quelle figure mitologiche femminili cui l’autrice veneziana ha dedicato molta parte dei suoi studi e delle sue opere, nella fattispecie, Demetra e Persefone che, a sorpresa, cambiano le carte in gioco.

Con estrema delicatezza, giunge l’epilogo dove la fortuna cede il posto alla provvidenza; nell’ambiente sociale e culturale pur sempre vivace dell’ultima Repubblica veneziana, le allegorie storiche e mitologiche diventano protagoniste di un esito davvero insperato – quello che oggi si chiama crowdfunding – i libri verranno distribuiti nelle case degli eruditi e dei nobili della città.

Anna Maria Ronchin

Author: mediamater

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