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Teatro del Lemming: -L’Edipo dei Mille-

L'Edipo dei Mille Vicenza 2015EDIPO – UNA TRAGEDIA DEI SENSI – Lo spettatore sarà bendato
Il Teatro del Lemming, quando portò a Venezia l’Edipo dei Mille, è stato definito di genere evocativo e non performativo; infatti, supera la gestualità per entrare nella dimensione percettiva non-visiva e, quindi , totalizzante per lo spettatore. Il regista Massimo Munaro ha fatto scelte radicali, apparentemente paradossali, sin dal 1997, agli esordi della tragedia per uno spettatore, dove non solo lo spettatore è unico, ma anche gli attori vivono la loro singolare esperienza edipica, scandita dagli episodi più salienti del noto dramma: l’incontro con l’oracolo/padre, il matrimonio con Giocasta/madre, la rivelazione/esilio.
L’ Edipo dei Mille è talmente radicale nella scelta di operare nel Terzo Teatro da diventare la sua naturale successione, ciò è confermato dalle modalità della sua 3^ Edizione, in cui sono gli attori a condurre gli allievi in tre location diverse della stessa città, che a Vicenza sono AB23, Palazzo Cordellina e Basilica Palladiana in quest’ultimo luogo l’attore Diana Ferrantini ha coordinato le azioni sceniche di Andrea Zanforlin, Chiara Ferronato, Dragana Milosevic, Marinella Salvaggio e Marco Topini.
L’idea forte di mettere in scena lo spettatore unico si coniuga con quella di svolgere lo spettacolo in tre luoghi diversi per sole dieci repliche, e dà sostanza al progetto pedagogico in cui sia l’attore sia lo spettatore è il protagonista, Edipo. Il re di Tebe è il personaggio mitico che ha sofferto più di ogni altro per conoscere, come lui lo spettatore è bendato e condotto nel percorso scenico da giovani aspiranti attori educati all’arte in modo così sottile e raffinato da riuscire a modulare alcuni episodi in corrispondenza dello spettatore maschio o della spettatrice femmina. Ad esempio nella scena della trasgressione/incesto (ricordo del padre per le donne e della madre per i maschi); non solo, anche nell’epilogo prima della rivestizione lo spettatore-Edipo è abbracciato da Antigone, mentre la spettatrice dallo stesso Edipo. Chi ha vissuto quest’esperienza come scelta, ha potuto uccidere quella figura familiare autoritaria che non permetteva di cogliere la Verità, quella che emerge dalla psiche, se è ascoltata.
L’esperienza tattile dello spettatore è incisiva e vibrante, sin dagli inizi dell’Edipo dei Mille, quando la mano destra viene segnata da una lama di coltello e poi questo affonda con violenza in un corpo morto; dopo viene superata la soglia del sentimento di paura e l’entrata nell’alcova è l’inizio del sogno. Piani di esperienze immateriali, sensorie e uditive, si intrecciano in sinestetiche memorie, la psiche non dimentica nulla tutto si muove e l’incubo di cadere lascia il posto all’abbraccio dell’attore con la spettatrice.
Trasgredire è la condizione per conoscere, infrangere e sovvertire la legge degli uomini; l’incesto di Edipo è la conditio sine qua non per la quale il processo d’individuazione si avvia, superando il pregiudizio, l’occhio degli altri con il quale osserva la realtà che non può conoscere.
Il Teatro del Lemming è evocativo, anche per il profumo intenso dell’abbraccio, dal sapore orientale e mediterraneo, una sorta di connubio d’incenso e agrumi, penetrante, come la forza unica e assoluta che viene dal contatto, che cosa significa? Come Edipo conosce dopo avere vissuto l’esperienza, così noi comprendiamo solo se accettiamo di soffrire e di lasciare ciò che non ci appartiene più, oltre gli sforzi tesi a mantenerlo in vita, l’aroma d’agrumi sollecita il nostro sguardo interiore.

Anna Maria Ronchin

Vicenza luglio 2015

Author: mediamater

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